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Il guaritore
Lecture at the Legolibri Bookshop, February 24th 2000
Vorrei anzitutto cercare di trovare i fondamenti mitologici,
e quindi archetipici, di una possibile pratica psicosomatica.
E vorrei partire in particolare dal mito di Asclepio, di cui
la nostra Associazione porta (immodestamente) il nome, poiché
in esso possiamo trovare importanti elementi di riflessione
e di ispirazione nella pratica clinica.
Narra Apollodoro che Coronide, dopo essere stata amata dal
dio Apollo, si unì con un mortale. Accecato dall'ira,
Apollo la ferì mortalmente. Prima di morire Coronide
comunicò al dio di portare nel grembo una sua creatura.
Apollo allora si pentì amaramente: ma invano tentò
con le sue arti mediche di riportare in vita Coronide. Quando
l'amata fu sulla pira, non tollerò che il suo germe
si tramutasse anch'esso in cenere, trasse dalle fiamme il
neonato e lo portò nell'antro di Chirone dalla doppia
natura...
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Il personaggio
in terapia: Biancaneve in un gruppo di psicodramma e fiaba.
di Carlo Ruffino ed Elvira Valente
Personaggi celebri, letterari, cinematografici e fiabeschi,
compaiono nei nostri sogni, prendono corpo sulla scena analitica
o psicodrammatica. Essi rappresentando nuove personificazioni
e attualizzazioni di immagini archetipiche che da sempre abitano
la nostra psiche.
Vorremmo in questo lavoro riflettere su un esempio di questa
incessante attività mitopoietica, mediante la quale
gli archetipi si esprimono e si manifestano nelle differenti
epoche storiche, partendo dalla nostra esperienza con la fiaba,
che utilizziamo nello psicodramma.
Le fiabe, come afferma Von Franz, "sono l'espressione
più pura e semplice dei processi psichici dell'inconscio
collettivo
..Nelle fiabe il materiale culturale specificamente
cosciente è molto minore (rispetto ai miti e alle leggende);
esse riflettono, perciò, più chiaramente i modelli
fondamentali della psiche." E aggiunge: "Sono giunta
alla conclusione che tutte le fiabe descrivono un solo evento
psichico, sempre identico, ma ...
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Malattia
e rinascita
di Carlo Ruffino ed Elvira Valente - Torino
Queste riflessioni nascono dalla precisa percezione, nel nostro
lavoro con pazienti psicosomatici, cioè con pazienti
affetti da malattie comunemente definite organiche (l'asma,
gli eczemi, la psoriasi, la tubercolosi e le malattie neoplastiche,
per citarne
alcune), che la malattia rappresenti un momento di rinascita
che può tradursi in un cambiamento drammatico nella
vita del paziente e che proprio la possibilità di rispondere
a questa esigenza di cambiamento condiziona in modo eclatante
il decorso della malattia.
Verena Kast nel suo libro "The dynamics of symbols"
afferma che "la malattia indicherebbe che nella nostra
vita è entrato qualcosa di nuovo, che momentaneamente
può essere affrontato solo attraverso di essa. Così
la malattia potrebbe essere un tentativo di confronto con
il proprio destino."
Le fa eco A. Mindell che, ne "I messaggi del corpo che
sogna", ci ricorda che...
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ll fuoco sulla pelle
Riflessioni sulla dermatologia psicosomatica.
A cura dell'Associazione Asclepio
Anne Maguire, Dermatologa e psicologa analista, a proposito
della sua esperienza clinica, ci comunica che nel suo lavoro
si rendeva conto che "era come se la pelle contenesse
la sofferenza della psiche e soffrisse al posto della psiche".
La pelle è la superficie del nostro corpo, ciò
che anzitutto mostriamo agli altri.
Sotto questo aspetto può rappresentare la nostra esteriorità
fino a diventare un elemento di identificazione ad un gruppo
(pensiamo al colore della pelle). D'altra parte é un
organo ricco di sfumature, pensiamo al colorito, alla trama,
alla brillantezza, alla sua temperatura, suscettibile di cambiamenti
anche rapidi
nelle sue caratteristiche, prestandosi ad esprimere somaticamente
diverse emozioni (arrossisco, ho le meni fredde ecc.).
Per questo in ogni patologia della pelle dobbiamo considerare
quale messaggio il nostro inconscio vuole inviare al mondo
circostante. Questo ci riporta al...
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Psicodramma tra mito e sogno
di Carlo Ruffino ed Elvira Valente - Torino
Se si esamina esteriormente un cervello umano, ciò
che colpisce immediatamente è la sua macroscopica divisione
in due emisferi. Gli antichi Egizi per primi ebbero l'intuizione
del cross-over delle funzioni cerebrali. Queste osservazioni
vennero sperimentalmente confermate dai neurologi nel diciannovesimo
secolo, ed è ora concetto ovvio che gli emisferi cerebrali
controllano i movimenti e le sensazioni della parte controlaterale
del corpo. Ci si può allora chiedere quale significato
assume sul piano dello psichismo la divisione del nostro cervello
in un emisfero destro e sinistro. Si può cominciare
ad affrontare il problema esaminando quale significato metaforico
viene associato alla coppia di opposti sinistro/destro nelle
varie culture. Nella filosofia taoista lo Yang, l'aspetto
solido e creativo, viene associato alla destra e lo Yin, recettivo
e ...
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